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L’uso della realtà virtuale per il benessere del paziente oncologico

2.18.17

L’uso della realtà virtuale per il benessere del paziente oncologico

Efficacia della realtà virtuale in ambito clinico-assistenziale per la gestione degli effetti collaterali alla patologia cancerosa e della chemioterapia

Responsabile del Polo

ABSTRACT

La patologia cancerosa e i trattamenti chemioterapici influenzano sulla qualità di vita dei pazienti neo- plastici in cura nei centri diurni ospedalieri. In particolare, gli effetti della chemioterapia possono causa di disagio, di stress, e di malessere generale.

La nuova sfida assistenziale per gli operatori sanitari è trovare soluzioni affinché il vissuto di questi pazien- ti possa diventare sempre meno difficile, in particolare durante la somministrazione della chemioterapia, momento di grande impatto emozionale contro la patologia cancerosa. Nonostante negli ultimi anni siano stati implementati diversi metodi distrattivi al fine di limitare il disagio durante la somministrazione del chemioterapico, ad oggi poco si fa all’interno delle realtà diurne oncologiche ove i pazienti ciclicamente sono sottoposti a trattamento anticancerosi.

1) applicare un sistema di realtà virtuale come tecnica distruttiva durante la somministrazione del chemio- terapico 2) identificarne gli esiti sensibili alle tecniche di distrazione (ansia, dolore, fatigue, nausea, vomito). Lo studio prevede le seguenti fasi. Prima fase: misurare gli esiti attraverso strumenti specifici a tempo zero T0. ; seconda fase: procedere alla somministrazione del protocollo terapeutico antineoplastico applicando le tecniche di realtà virtuale; terza fase: studio degli esiti post realtà virtuale (T1).

Riduzione degli effetti correlati alla patologia neoplastica (fatigue, dolore e ansia) e degli effetti collate-    rali relativo all’uso dei chemioterapici (ansia, nausea, vomito). Ci si auspica che tali interventi distrattivi possano essere applicati su tutta la popolazione oncologica, utili a limitare il disagio di questa particolare popolazione.

Parole chiave: realtà virtuale, chemioterapia, effetti collaterali, valutazione, cancro

BACKGROUND

L'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) mostra che dal 2010 ad oggi vi è stato un incremento del 17% di tumori diagnosticati sulla popolazione italiana e ogni giorno in Italia 1.000 persone si ammalano di tumore (1). Nonostante la riduzione della mortalità a favore di una prospettiva di vita maggiore dovuta al miglioramento delle terapie chemioterapiche rimane una varia sintomatologia, legata agli effetti collaterali e alla malattia stessa, che tormenta i pazienti oncologici. L'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ha elencato e descritto questi sei sintomi principali: fatigue, dolore, nausea , vomito, costipazione, insonnia e carenza di appetito, presenti in più del 50% dei soggetti (2). Per alleviare tale sintomatologia sono state sperimentate e messe in atto numerose metodiche di varia natura, tra quelle non farmacologi- che si annovera l’implementazione della realtà virtuale (VR) definita come un ambiente tridimensionale ed immersivo, generato da un computer, in cui il soggetto o i soggetti interagiscono tra loro o con l’ambiente come se fossero realmente al suo interno (3,4). È stata effettuata una revisione della letteratura della let- teratura in cui solo 3 studi sono eleggibili  e inclusi  nell’articolo di Chirico et al., (2016) (5) tenta di capire   se la VR possa sostenere i pazienti oncologici nel proprio percorso ed in quali casi dimostra una migliore efficacia. L’alta eterogeneità degli studi non ha permesso una metanalisi ma è emerso che la VR allevia il dolore durante la chemioterapia, con una riduzione significativa dell'ansia, riduce la frequenza cardiaca, quella respiratoria, della sofferenza e della stanchezza subito dopo le sessioni di chemioterapia. Schneider et al. (2011), ponendo l’attenzione sulla percezione del tempo, mostra che VR altera in maniera significativa la percezione del tempo durante le sessioni di chemioterapia, rendendola una procedura più tollerabile. Molti studi evidenziano l’utilizzo della VR come distrazione nelle procedure dolorose (6) reputandola si- gnificativamente efficacie (7). Un studio ha dimostrato un miglioramento significativo nello stato emotivo dei pazienti in termini di abbassamento dei sintomi correlati al cancro (ansia e stanchezza), migliorando      le emozioni positive e riducendo le emozioni negative (gioia, tristezza, rilassamento, stress, ansia, vigore). Sono state differenze significative relativamente alle variabili psicologiche quando si utilizza un interven-    to VR nei pazienti. La VR opera principalmente su variabili psicologiche riducendo la sofferenza percepita tuttavia la valutazione del dolore è stata eseguita con strumenti di tipo comportamentale (escludendo le misurazioni self-report considerate gold-standard) e non hanno rispettato i criteri di cecità.

Nessuno degli studi è stato strutturato con un disegno di ricerca robusto con un elevata numerosità cam- pionaria. Unico effetto negativo nell’uso della realtà virtuale descritto come cybersickness (malattia infor- matica), simile alla cinetosi che si manifesta con aumento del senso di nausea, vomito, vertigini e stress generale dovuto all'uso di attrezzature di VR ma che a oggi non vi sono studi che ne descrivono dei casi con significatività statistica.

OBIETTIVI DI PROGETTO

Obiettivi generali

L’obiettivo generale di questo progetto è duplice:

a)     comprendere quali ambiti di applicazione della realtà virtuale nei pazienti oncologici; 2) descrivere i tempi di applicazione e l’immaginario più gradito all’utenza (tipologia di immagine virtuale maggior- mente tollerata)

Obiettivi specifici

a)     descrivere gli effetti della realtà virtuale su alcuni indicatori di benessere: ansia, dolore, fatigue, nausea, vomito, frequenza respiratoria e cardiaca.

METODOLOGIA

Disegno del progetto

Per testare l’applicazione della realtà virtuale si utilizzerà un disegno traversale, su un campionamento pro- babilistico.

Campione e setting

I pazienti verranno reclutati all’interno del DH Oncologico della AO S. Camillo-Forlanini di Roma. I criteri d’inclusione saranno; età superiore di 18 anni; diagnosi di tumore e stadio; trattamento antiblastico; capa- cità di dare il proprio consenso allo studio e rispondere alle domande dei ricercatori.

Strumenti

Il gruppo di ricerca procederà ad utilizzare vari strumenti in base all’otcome che si vuole misurare prima e dopo l’utilizzo della realtà virtuale (VR):

Fatigue Dolore: VAS

Ansia: VAS

Nausea: Scala Likert: assente, leggera, moderata, elevata

Presenza di vomito: asente-presente

Frequenza cardia a respiratoria (variabili quantitative)

Procedure per la raccolta dati

I dati saranno raccolti utilizzando un database dedicato allo studio.

Dimensione campionaria

La dimensione del campione è determinata da tutti coloro che per 6 mesi dall’inizio dello studio saranno arruolati preso il DH oncologico. Considerando che potranno essere disponibili 4 dispositivi VR/die, e con- siderando numero di accessi, gli orari di apertura al pubblico del DH, la numerosità campionaria minima sarà di circa 100 soggetti (Errore standard 2%).

Analisi dei dati

Si eseguirà una statistica descrittiva. Il test T potrà essere applicato per verificare le differenze tra medie sia per dati appaiati che non, con p-value significativo inferiore o uguale a 0.05.

Un’analisi multivariata potrà essere applicata per comprendere sulle scelte delle tipologie di immaginario più efficace come tecnica distrattiva.

RISULTATI ATTESI

Da questo progetto ci si aspetta di supportare l’ipotesi che la VR può rappresentare una tecnica alterna- tiva valida e non farmacologica in grado di migliorare il benessere complessivo dei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia. In particolare se in grado di dare maggiore rilassatezza (FR e cardiaca ridotte), limitazione del dolore e della fatigue, riduzione del livello di ansia, assenza di nausea o riduzione e vomito.

BIBLIOGRAFIA

  1. Gori S, Altavilla G, Ascierto P, Bernardo G, Bracarda S, Chiarion Sileni V, Di Maio M, Federico M, Ionta M, Lorusso D, Merlano M, Novello S, Pignata S, Pinto C, Rosti G, Tonini G, Torri V, Crocetti E, Busco S, Buzzoni C, Falcini F, Ferretti S, Serraino D, Zappa M. I numeri del cancro in italia (5°). Roma: Intermedia Editore, 2015.
  2. Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC). Tumore per tumore. Una guida per conoscere, preveni- re e curare il cancro. Disponibile su: http://www.airc.it/tumori/tumore.asp. Acceso il 22 Gennaio 2018.
  3. Riva G, Gaggioli G. Che cos'è la realtà virtuale. Disponibile su: https://sites.google.com/site/scienza20/ che-cos-e-la-realta-virtuale. Accesso il 22 Gennaio, 2018.
  4. Waterworth JA, Waterworth EL, Riva G, Mantovani F. Presence: form, content and consciousness, in Im- mersed in Media: Telepresence Theory, Measurement & Technology, eds Lombard B. F., Freeman M., IJssel- steijn J., Schaevitz W., editors. (Berlin: Springer; ), 2015, pp. 35–58.
  5. Chirico, A, Yaden DB, Riva G, Gaggioli A. The potential of virtual reality for the investigation Awe. Front Psychol. 2016; 7: 1766, doi: 10.3389/fpsyg.2016.01766
  6. Windich-Biermeier A, Sjoberg I, Dale JC, Eshelman D, Guzzetta CE. Effects of distraction on pain, fear, and distress during venous port access and venipuncture in children and adolescents with cancer. J Pediatr Oncol Nurs. 2007 Jan-Feb;24(1):8-19.
  7. S, Keefe FJ, Williams A, Ulrich R, Somers TJ. Pain in its Environmental Context: Implications for De- signing Environments to Enhance Pain Control. Pain. 2008 Feb; 134(3): 241–244. doi: 10.1016/j. pain.2007.12.002.

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