Studio italiano sull’efficacia del colloquio motivazionale nella relazione tra pazienti con insufficienza cardiaca e caregiver pubblicato sul JCN

Studio italiano sull’efficacia del colloquio motivazionale nella relazione tra pazienti con insufficienza cardiaca e caregiver pubblicato sul JCN

11/05/2023

Il Journal of Cardiovascular Nursing ha pubblicato l’articolo a firma italiana dal titolo: “L'efficacia di un colloquio motivazionale. Intervento sulla reciprocità tra pazienti con insufficienza cardiaca e i loro caregivers. Un'analisi dei risultati secondari del MOTIVATE-HF. Esperimento casuale controllato” di Gianluca Pucciarelli, Giuseppe Occhino; Giulia Locatelli; Marina Baricchi; Davide Ausili; Paola Rebora; Andrea Cammarano; Rosaria Alvaro e Ercole Vellone.
La reciprocità, definita come "la qualità positiva della relazione tra un caregiver e un assistito", è risultata essere associata alla cura di sé e al contributo del caregiver all'autocura nello scompenso cardiaco (HF). Tuttavia, non sono stati condotti studi per valutare se il colloquio motivazionale (IM) possa migliorare la reciprocità nei pazienti con scompenso cardiaco e coloro che se ne prendono cura. Lo scopo di questo studio, dunque, è stato proprio quello di valutare l'efficacia dell'IM sulla reciprocità nelle diadi paziente/caregiver con scompenso cardiaco. Per farlo si sono analizzati i risultati secondari dello studio controllato randomizzato MOTIVATE-HF (il cui obiettivo principale era valutare l'effetto dell'IM sul miglioramento della cura di sé nei pazienti con scompenso cardiaco). I partecipanti sono stati randomizzati in 3 insiemi: (1) infarto del miocardio solo per i pazienti, (2) infarto del miocardio sia per i pazienti che per gli operatori sanitari e (3) cura standard.
Per valutare la mutualità dei pazienti con scompenso cardiaco e dei caregiver, è stata utilizzata la Mutuality Scale nelle sue versioni “paziente e caregiver”.
I pazienti con SC avevano un'età media di 74 anni; in maggioranza, uomini (58%) e già in pensione (76,2%), e presentavano un'eziologia di insufficienza cardiaca ischemica (33,6%). I caregiver, invece, avevano un'età media di 55 anni ed erano per lo più donne (75,5%).
Durante il periodo di follow-up (di 3, 6, 9 e 12 mesi), i colloqui motivazionali non hanno mostrato alcun impatto sui cambiamenti nella mutualità tra paziente e caregiver, solo la convivenza è risultata positivamente significativa. Dunque, il colloquio motivazionale svolto dagli infermieri non è stato efficace nel migliorare la reciprocità nei pazienti con scompenso cardiaco e nei caregiver, ma, sulla reciprocità, effetti più forti sono stati osservati nei pazienti con insufficienza cardiaca e nei caregiver che vivono assieme.
Sarebbe auspicabile che gli studi futuri mirassero alla reciprocità per dimostrare che l'IM sia davvero efficace.